La nozione di ‘società pubblica’ non è univoca. Il tema è conteso da due impostazioni. Un’impostazione privatistica – per la quale propendo – vede nella società (prima di tutto) uno strumento dell’iniziativa economica dei privati, cui anche la mano pubblica si assoggetta, abdicando così alle sue prerogative pubblicistiche. La lettura alternativa si orienta, invece, alla prevalenza della sostanza (pubblicistica) sulla forma (privatistica): non si dovrebbe consentire alla pubblica amministrazione di fare, attraverso una società partecipata, ciò che non può fare direttamente.
Questa polarizzazione delle letture non aiuta la comprensione della partecipazione del soggetto pubblico alla società azionaria, che storicamente ha costituito una faglia tra diritto privato e diritto pubblico, un terreno di convivenza necessaria e naturale tra interessi individuali e interessi generali.
Non è quindi possibile identificare un interesse sociale: intorno all’impresa gravitano e trovano composizione una pluralità di interessi ‘sociali’.
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Questa polarizzazione delle letture non aiuta la comprensione della partecipazione del soggetto pubblico alla società azionaria, che storicamente ha costituito una faglia tra diritto privato e diritto pubblico, un terreno di convivenza necessaria e naturale tra interessi individuali e interessi generali.
Non è quindi possibile identificare un interesse sociale: intorno all’impresa gravitano e trovano composizione una pluralità di interessi ‘sociali’.